Il segreto del Successo degli Hare Krishna

Prima di tutto, sappiamo tutti chi sono gli Hare Krishna?

Se qualcuno ancora non lo sa, facciamo una breve premessa:
gli Hare Krishna sono una setta religiosa che ha origine a Calcutta. Nonostante le origini più che umili, negli anni 70 questa setta ha vissuto una crescita esponenziale e repentina, sia in termini di seguaci, sia in termini economici.

La crescita di ricchezze e di proprietà è il risultato di una serie di attività che hanno portato i loro frutti, ma sopratutto è ad un’intensa attività di questua.

In altre parole, la società degli Hare Krishna è diventata potente e ricca nel senso stretto del termine, cominciando ad elemosinare delle offerte! Certo, non è tutto oro quel che luccica. E anche loro hanno commesso dei passi falsi all’inizio della loro “iniziativa”.

Sono famose e molto diffuse immagini come quella che hai visto all’inizio di questo articolo, dove gli Hare Krishna sfilavano cantando per le strade, con le loro teste rasate, i tamburi e i vestiti particolari, chiedendo soldi ai passanti … peccato che questo approccio non funzionava molto!

Analizziamo la situazione da un punto di vista più “marketing”.
Per quanto fossero subito identificabili e riconoscibili, proprio per le loro particolarità (e questo poteva anche essere positivo), mancavano di un aspetto FONDAMENTALE per il successo dell’iniziativa:
chiedevano qualcosa (soldi, in questo caso) senza dare nulla in cambio!

Un errore molto grave in effetti, che pregiudicava il risultato di tutti i loro sforzi!
Come fare quindi, per riuscire ad ottenere il risultato che tanto desideravano?

Il principio di Reciprocità

Per quanto stessero crescendo economicamente, gli Hare Krishna erano pur sempre una setta religiosa e come tale, fortemente legata a diverse tradizioni. Molte delle quali influivano proprio sul modo di vestire o di presentarsi.

Dunque, se non era possibile cambiare “l’aspetto”, l’unica soluzione era agire sul metodo!

La vera intuizione fu proprio questa: comportarsi  in maniera diversa, e trovare un metodo che andasse oltre il pregiudizio delle persone.

Ed ecco cosa hanno fatto gli Hare Krishna…

La strategia di fondo era sempre la stessa: chiedere soldi ai passanti in luoghi pubblici particolarmente affollati (come ad esempio aeroporti, stazioni, ecc), ma con una semplicissima variazione!

Invece di fare l’elemosina nella maniera più classica, il questuante offriva un fiore al passante, e solo dopo chiedeva un’offerta per la sua setta.
Se il passante provava a rifiutarsi di accettare il fiore, gli veniva semplicemente impedito di restituirlo, sostenendo che quello era un regalo. Un dono per lui.

Da QUESTUANTI a BENEFATTORI

I questuanti si trasformano in BENEFATTORI. Non chiedono più soldi, ma offrono invece dei fiori!
Sull’inconscio umano questo semplice gesto, quello di donare un fiore, ha un effetto potentissimo! Chi riceve il fiore si sente in debito … e sopratutto si sente fortemente a disagio nel non ricambiare il dono con qualcos’altro: l’offerta appunto.

E ora tu dirai: “Si certo, ma scommetto che io non mi farei fregare! Per un fiore magari anche rubato non farei nessuna offerta! È solo una scocciatura avere qualcosa in più tra le mani quando sei già impegnato con i bagagli! Anzi … l’avrei anche buttato via!”

Ebbene, devi sapere che questa strategia, anche se sembra banale ed inefficace, ha permesso agli Hare Krishna di arrivare da zero a possedere templi, immobili, aziende e terreni sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo!

Dopotutto non è una strategia così inefficace …. 🙂

E ti dirò di più: tantissime persone, che si trovavano questo fiore tra le mani, anche se avevano di fatto dato un’ offerta al questuante, finivano con il buttare il fiore in uno dei tanti cestini presenti in aeroporto o in stazione. E indovina un po’ …. gli Hare Krishna, consapevoli di quello che succedeva, riutilizzavano gli stessi fiori più e più volte, AUMENTANDO ancora di più i risultati già incredibili che ottenevano!

Questa è un’applicazione di estremo successo del Principio di Reciprocità. E un’ ulteriore conferma è il fatto che nel tempo questo principio è diventato ormai una prassi quando si tratta di fare l’elemosina. Quante volte ti è capitato di andare mangiare fuori con la tua ragazza e di trovare nel ristorante degli uomini (ma spesso anche delle donne) che passano tra i tavoli e lasciano degli oggetti (accendini, occhiali luminosi, portachiavi …) senza dire o chiedere nulla? Lasciano li il loro “dono” e dopo pochi minuti ripassano a vedere se possono riscuotere qualcosa…

In questi casi specifici, come nel caso degli Hare Krishna, ormai il nostro cervello ha imparato la lezione e siamo sempre più allerta quando viviamo situazioni simili. Tant’è che non sempre funzionano! Ma credimi quando ti dico che ci sono persone che in effetti “ci cascano” e finiscono col lasciare qualche soldo in cambio dell’oggetto totalmente inutile e perfino brutto!

Impariamo una lezione importante

La storia degli Hare Krishna è un interessante oggetto di studio, in campo di psicologia della vendita e della persuasione.

E possiamo imparare qualcosa da questa interessante e curiosa storia.

Da oggi, invece di inseguire i tuoi clienti cercando di accalappiarli con l’offerta del momento, ricordati degli Hare Krishna e fai come loro:
prima di chiedere offri qualcosa! Così innescherai il Principio di Reciprocità, e ti sarà più facile abbattere le barriere tra te ed il tuo potenziale cliente.

Però voglio darti un consiglio, e bada bene di seguirlo se non vuoi fare una brutta fine!

A differenza degli Hare Krishna, che regalavano un fiore, inutile e perfino fastidioso nella situazione in cui veniva donato, tu offri qualcosa che sia veramente di valore!

Fai in modo che i tuoi potenziali clienti siano felici del dono che gli fai. Solo così la tua strategia avrà successo nel tempo!
Diversamente, proprio come è successo per gli Hare Krishna, le persone un po’ alla volta diventeranno più “resistenti” alla tua strategia e il successo della tua attività sarà compromesso …